Aree di
applicazione
Microsfere di chitosano
Le microsfere di chitosano sono utilizzate come componenti funzionali nei dispositivi biomedicali per modulare l’interazione con il tessuto, migliorare la gestione dell’umidità e favorire un microambiente controllato. Consentono incapsulamento e rilascio graduale di sostanze bioattive non-farmacologiche, aumentando l’efficacia del materiale senza modificarne la natura regolatoria.
Brevetto di riferimento: WO2025008779 (A1) - ADVANCED MEDICATION CONTAINING CHITOSAN AND AZELAIC ACID MICROSPHERES
Linea prodotti - particelle micrometriche ottenute via spray drying come microreservoir a lento rilascio di attivi
Sistemi antimicrobici
I sistemi a lento rilascio basati su solidi lamellari consentono l’intercalazione di antimicrobici all’interno della struttura lamellare, garantendo protezione prolungata nel tempo e rilascio controllato. Questa architettura controlla la disponibilità superficiale dell’attivo, stabilizzandolo e riducendo picchi di concentrazione, con un’azione costante e tecnicamente modulabile.
Blend polimerici
I blend polimerici come ad esempio quelli di PVA e chitosano combinano stabilità meccanica e biofunzionalità, offrendo una matrice versatile per dispositivi biomedicali. L’elevata compatibilità cutanea del chitosano si integra con la resistenza strutturale del PVA, consentendo la realizzazione di pad e idrogel con ottime proprietà di gestione del microambiente e comfort applicativo.
- PVA/CHITOSANO
- PVA/CHITOSANO/COLLAGENE
Solidi Lamellari e Nanoclays
L’utilizzo di nanomaterialie solidi lamellari avanzati all’interno dei dispositivi biomedicali permette di aggiungere funzionalità strategiche ai materiali, migliorando la biointerfaccia, la stabilità e la gestione del microambiente.
NANOCLAYS A SCAMBIO IONICO: Le nanoclaydotate di capacità di scambio ionico vengono utilizzate nei dispositivi biomedicali per modulare il microambiente e stabilizzare la matrice. Contribuiscono a migliorare meccanica, porosità e biofunzionalità, favorendo un’interazione più efficace con i fluidi biologici e rendendo il materiale tecnicamente “attivo” senza ricorrere a farmaci. Quando inserite in matrici come collagene o paddi biopolimeri, possono essere proattive per il caricamento di farmaci in una fase pre-impianto (dispositivi medici di classe III).
> Idrotalcitemagnesio alluminio carbonato 3:1
> Zirconio fosfato micrometrico
Brevetto di riferimento: EP4154923 (A1) -PROACTIVE SCAFFOLD FOR THE LOADING OF ACTIVE PRINCIPLES
NANOPARTICELLE LAMELLARI: Le nanoparticellesono utilizzate in ambito biomedicale per aggiungere funzionalità ai materiali, migliorando biointerfaccia, stabilità e gestione del microambiente. Consentono rilascio modulato non-farmacologico, rinforzo strutturale e personalizzazione del dispositivo, rendendo i biomateriali più performanti senza modificare il processo regolatorio.
> nano MgFe-LDH
> nano MgAl-LDH
